Personale di Giuseppe Rinaldo Basili al MAC (Museo d’arte contemporanea del piccolo formato) di Guarcino/FR a cura di Loredana Fiinicelli.

IT

L’opera di Giuseppe Rinaldo Basili pone al centro della sua ricerca l’indagine sull’individuo in relazione alla moltitudine, il rapporto dell’uno con il circostante.

Nelle differenti varietà di stile che caratterizza le sue opere e nelle elaborazioni di un linguaggio che, originando dal punto può distendersi nel filamento o arrotolarsi nell’intreccio, quando non addensarsi nel groviglio, il tema ricorrente è l’unità nel confronto del tutto, la tensione di ogni elemento che lotta per mantenere il suo spazio e, infine, la conseguente considerazione della inevitabile solitudine che le permette di conservare un ineluttabile e inimitabile carattere individuale.

Questa indagine dai risvolti sociologi, oltre che estetici, che utilizza i pigmenti colorati ma metaforizza l’uomo e la sua condizione sociale ed esistenziale, in questa esposizione prende le forme di tre motivi ricorrenti vale a dire i drops, i petals, i dandelions. Sono opere dai pigmenti coloratissimi, di differente spessore materico che, non a caso, rivestono una valenza grafica oltre che psicologica, visto che si tratta di modellare schemi applicabili tanto alla decorazione quanto al comportamento. Con la sua pittura a meditato rilascio, Basili elabora infatti pattern visivi a trama continua, senza inizio né fine né orientamento, solo frammenti di un unico schema ricorrente che simula il modello relazionale dell’individuo con l’altro, dove però il livello di contaminazione è controllato e più della sovrapposizione si preferisce il vigile accostamento, un “a tu per tu” sommatorio capace di modellare complesse tessiture umane prima che cromatiche.

Elemento caratterizzante di tutta l’opera di Basili è il colore, pieno, saturo, con un valore restante di luce che si segnala per pienezza e corposità; un colore che veicola percezioni ma anche emozioni in tensione e reca in sé il carico individuale e singolare, il suo essere specifico nel mondo e nell’insieme. Ma il colore, così tondo e valoroso nella sua azione visiva, ha, nel caso di Basili, anche un valore tattile, una densità materica che il pennello rilascia, anzi fa ricadere nel gesto generativo dell’azione: pensata, meditata, precisa. Discreta nelle sue singole e singolari varianti di luce, in un tentativo di dare forma e solidità a una espressione prevalentemente visiva e mentale che nell’alternanza benefica e costruttiva delle opposizioni si fa armonia. Quelli che scaturiscono da questa dialettica di opposti in eterna tensione sono texture percettivi in cui smarrire lo sguardo; scenari illusionistici dove una geometria inconsapevole viene disegnata dalle alternanze cromatiche e dalla ripetitività quasi mantrica dei gesti pittorici. Un universo pulviscolare e globalizzante, apparentemente caotico, in realtà efficacemente strutturato nelle sue forme mentali prima che visive.

Se in Drops il colore cade puntuale e misurato con la sua qualità spessa e metodica, in Petals trattiene il movimento generativo e la superficie si fa vibrante e addensata, per poi animarsi in Dandelions, quando la stessa superficie soffice si increspa e la pittura sembra trattenere l’elan vital dell’artista.
Una goccia pittorica, apparentemente decorativa e abilmente capace di dialogare con le tentazioni del design, che si rivela un universo contemplativo corposo, fatto di letture ricercate, meditazioni intime, e riconducibile dunque alla natura composita del segno, atto finale di un processo interiore che si traduce in un rilascio espressivo sotto forma di brani pigmentati di colore.

Discreto, sostanzioso e vivido, il pigmento vitale e animato di Basili costruisce universi, definisce sentieri, immagina strategie e dipinge sistemi armonici e relazionali dove ognuno, rimanendo sé stesso, costruisce, per confronto e opposizione, il destino dell’altro.

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EN

Solo Exhibition by Giuseppe Rinaldo Basili at the MAC (Museum of Contemporary Art of Small Format) in Guarcino/FR edited by Loredana Finicelli.

The work of Giuseppe Rinaldo Basili focuses his research on the investigation of the individual in relation to the multitude, the relationship of the one with the surrounding environment.

In the different stylistic variations that characterize his works and in the elaborations of a language that, originating from a point, can stretch out into a filament or curl up into a weave, when not condensing into a tangle, the recurring theme is unity in the face of the whole, the tension of each element struggling to maintain its space and, finally, the consequent consideration of the inevitable solitude that allows it to preserve an ineluctable and inimitable individual character.

This investigation, with its sociological as well as aesthetic implications, which uses colored pigments but metaphorizes man and his social and existential condition, takes the form of three recurring motifs in this exhibition: the drops, the petals, the dandelions. These are works with very colorful pigments, of different material thickness which, not by chance, hold a graphic as well as psychological significance, given that it is about modeling patterns applicable both to decoration and to behavior. With his painting of deliberate release, Basili in fact elaborates continuous-weave visual patterns, without beginning or end or orientation, only fragments of a single recurring scheme that simulates the relational model of the individual with the other, where, however, the level of contamination is controlled and vigilant juxtaposition is preferred more than superposition, a summative “one-on-one” capable of modeling complex human, before chromatic, textures.

A characterizing element of all of Basili’s work is color, full, saturated, with a remaining value of light that stands out for its fullness and body; a color that conveys perceptions but also tense emotions and carries within itself the individual and singular load, its being specific in the world and in the whole. But the color, so round and valiant in its visual action, also has, in Basili’s case, a tactile value, a material density that the brush releases, or rather, lets fall in the generative gesture of the action: thoughtful, meditated, precise. Discreet in its single and singular variations of light, in an attempt to give shape and solidity to a predominantly visual and mental expression that becomes harmony in the beneficial and constructive alternation of oppositions. What arises from this dialectic of opposites in eternal tension are perceptive textures in which to lose one’s gaze; illusionistic scenarios where an unaware geometry is drawn by the chromatic alternations and the almost mantric repetitiveness of the pictorial gestures. A dust-like and globalizing universe, seemingly chaotic, yet effectively structured in its mental before visual forms.

If in Drops the color falls punctually and measuredly with its thick and methodical quality, in Petals it holds back the generative movement and the surface becomes vibrant and condensed, only to animate in Dandelions, when the same soft surface ripples and the painting seems to retain the artist’s élan vital.

A pictorial drop, apparently decorative and skillfully capable of engaging with the temptations of design, which reveals itself to be a substantial contemplative universe, made up of refined readings, intimate meditations, and is therefore traceable back to the composite nature of the sign, the final act of an inner process that translates into an expressive release in the form of pigmented color passages.

Discreet, substantial, and vivid, Basili’s vital and animated pigment builds universes, defines paths, imagines strategies, and paints harmonious and relational systems where everyone, remaining themselves, builds, through comparison and opposition, the destiny of the other.