Il progetto “Armonia degli Opposti” iniziato con le serie PETALS, SCRAP e DROPS dal 2010 al 2014, si basava sulla giustapposizione dei colori per esaltarne i contrasti. L’idea era di visualizzare una società contemporanea in cui gli individui / colori, potessero convivere nella diversità apportando arricchimento anziché un elemento di contrasto. Ovviamente occorrono regole chiare, giuste, ma soprattutto condivise da tutti. È evidente lo sforzo in positivo, ma diversamente credo abbiano facile gioco gli estremismi in grado di proporre un solo colore.

Ora la sensazione è che per vincere la facile generalizzazione e l’ ancestrale paura dell’Altro, tale sforzo debba aumentare d’intensità; occorre qualcosa che aumenti l’empatia e permetta di raggiungerci nella interiorità più profonda; occorre un abbraccio.

La serie HUGS (Abbracci), tramite la morbidezza del gesto e la forza del colore, immagina un “abbraccio globale” e se da un lato la scelta del monocromo esalta il concetto di identità, l’ uso esclusivo dei colori primari e complementari fa si che idealmente gli individui / colori vengano coinvolti universalmente; il bianco e il nero infine, più di altri rappresentano il concetto di diversità il cui riconoscimento è fondamentale per una civile convivenza.

WAVES richiama ad una riflessione sul protagonista del momento: il mare. Esso riceve le sofferenze di chi lotta quotidianamente contro la fame e le guerre; genera la speranza di una vita migliore per se stessi e per i loro figli; scarica i colori delle loro vesti, comunque belli; non esiste scoglio che possa arginarlo.

Purtroppo l’ Uomo pur di prevalere tende a contaminare il positivo; nasce l’ esigenza di una identificazione. Sembra di rivivere epoche passate in cui gli individui venivano ordinati in spazi ristretti ed identificati si attraverso i colori, ma in senso negativo. SPACES denuncia la eccessiva schedatura dell’individuo attraverso l’assegnazione di quote, di spazi; il taglio manuale del medium, inevitabilmente irregolare, per formare dei quadrati / individui che nonostante tutto, attraverso il cromatismo, ci riconducono ad una auspicabile armonia: l’Armonia degli Opposti.

Ho sempre creduto che l’artista dovesse vivere il suo tempo, stimolando il presente e immaginando il futuro secondo la propria sensibilità; proponendo una rappresentazione altra, ma importante in quanto idea.

E il dialogo continua …

di Giuseppe Rinaldo Basili