Il nostro tempo vive di significative contrapposizioni sociali ed ideologiche, ma “tutto è uno” e solo attraverso l’accettazione reciproca dell’altro possiamo giungere ad una auspicata armonia.

L’importanza dell’arte è nel comunicare un concetto attraverso l’opera rendendola universale e accessibile a tutti. Sta allo spettatore coglierne il messaggio.

Dopo aver indagato sul rapporto con l’Altro, dal 2009 ho seguito il progetto “Armonia degli Opposti” creando le serie Petals, Scraps, Drops, e attraverso la giustapposizione dei colori ho immaginato una società contemporanea in cui gli individui / colori, pur mantenendo la propria identità, possano convivere nella diversità apportando arricchimento. Ovviamente occorrono regole chiare, giuste, ma sopratutto condivise da tutti. È evidente lo sforzo in positivo; diversamente credo abbiano facile gioco gli estremismi in grado di proporre un solo colore. 

Con Hugs tale sforzo aumenta d’intensità e se da un lato sfrutta l’emotività del monocromo, dall’altro pone a confronto ogni opera individualmente, rafforzando il concetto di identità, ma in un “abbraccio globale”; nella morbidezza del gesto e nella forza del colore.

Waves richiama ad una riflessione sul protagonista del momento: il mare. Esso riceve e scarica sofferenze, speranze, colori; non esiste scoglio che possa arginarlo.

Spaces esaspera l’ idea dell’ inquadramento nel tentativo di un’equa distribuzione degli individui, ma il tutto è destinato ad essere messo in discussione per gli inarrestabili  ingressi presenti e futuri. Da qui l’idea del taglio manuale, quasi ordinato del medium. Solo il cromatismo ci rida speranza e nonostante tutto ci riconduce al sogno di un armonia tra opposti.

Con Traces l’idea è di superare le accumulazioni in uno spazio, rappresentate attraverso Petals (lenta), Scraps (nevrotica), Drops (incessante) e di immaginare una sorta di fusione il cui risultato è una perdita o arricchimento di identità lasciando allo spettatore il compito di scegliere una delle due opzioni. Alla giustapposizione, dove l’idea di identità veniva esaltata attraverso un gioco di contrasti, si sostituisce quindi l’intersezione orizzontale e verticale con lo scopo di lasciare delle tracce di colore, tracce di identità. 

In Dandelions, attraverso la metafora del Dente di Leone, ho voluto rappresentare la fugacità e la bellezza degli incontri che segnano la vita di ciascuno. La vita è un soffio ed occorre coglierne l’essenza. Le persone che arrivano improvvisamente nella nostra vita e se ne vanno altrettanto rapidamente lasciano comunque idee e arricchimento, sempre in un ottica di “Armonia degli Opposti”.

Ogni serie ideata è frutto della precedente, tutte con lo scopo di raggiungere in modo metaforico un’ armonia attraverso il contrasto del segno, del gesto e del colore, in un gioco di opposti che si rafforzano reciprocamente. 

Ho sempre creduto che l’artista dovesse vivere il suo tempo, stimolando il presente e immaginando il futuro secondo la propria sensibilità; proponendo una rappresentazione altra, ma importante in quanto idea.

E il dialogo continua …